I Portatori di Sogni

Esperienze di biodanza con Specialmente Abili al convegno "La gioia di vivere è un diritto di tutti" (Settimo Torinese, 17/9/2015)

Autunno, tempo di raccolta e semina: a Settimo Torinese gli operatori piemontesi di Biodanza presentano, in un convegno organizzato con il patrocinio del Comune e tenutosi presso la biblioteca multimediale Archimede, i frutti coltivati in anni di azione sociale sul territorio.

E spargono semi per il futuro, imitando i Portatori di Sogni che la poetessa Gioconda Belli immagina nel testo che apre i lavori, affidato alla voce teatrale di Elena Ruzza.

Introduce e modera Eugenio Pintore, che incornicia la carrellata di esperienze e progetti a seguire "in un orizzonte in cui tutti quanti sentono il bisogno di dare un po' più di anima al nostro vivere sociale".

Attraverso il puzzle degli interventi, Pintore compone una lista di parole chiave (integrazione; espressione del potenziale genetico; ecofattori; intelligenza affettiva; empatia …); e a mano a mano tesse una sintesi del Sistema Biodanza, - musica-movimento-incontro in funzione del benessere- a beneficio del pubblico che affolla la sala.

Per approfondire la conoscenza del sistema, ai molti operatori sociali presenti Dario Martelli - psicologo e psicoterapeuta oltre che operatore di Biodanza – lancia la proposta di una prossima sessione esperienziale, riservata a Educatori/ Insegnanti/ Infermieri/ Operatori sociali e sanitari.

“Il Sistema Biodanza -dice- può fornire alle figure professionali che lavorano al servizio della comunità gli strumenti per risvegliare le innate doti di intuito, creatività e empatia che permettono di sviluppare le potenzialità individuali e di raggiungere un più elevato livello di consapevolezza nella relazione con sé e con gli altri.”
(info: segreteria.scuolabiodanzato@gmail.com)

Formazione degli operatori sociali, quindi, come pista da seguire per arrivare a “un cerchio sempre più grande”. In linea con quanto espresso dai diversi Forum di Biodanza e Azione Sociale -realtà storica in Veneto e negli ultimi anni coltivata anche in altre regioni, specie al Sud- e dai recenti progetti di formazione promossi da Biodanza Italia in collaborazione con le ASL.

Formazione, ma anche collaborazione diretta: come quella intrecciata dai moltissimi operatori intervenuti -provenienti in prevalenza dalla scuola di Biodanza di Torino- con le numerose e differenti associazioni locali operanti negli ambiti della “fragilità”, marginalità, disagio. Ambiti dove – lo ha rivelato la forza delle testimonianze prodotte in sala, anche a viva voce, dagli stessi destinatari dei progetti- questi aspetti fragili sanno trasformarsi in risorse al servizio di tutti, speciali abilità, tanto da consentir loro di dichiarare -a buon diritto e senza retorica- “i maestri siamo noi”.

I dettagli della ricca e quasi straripante rassegna di progetti, i riferimenti degli operatori e delle associazioni coinvolte, sono inclusi nell'allegato in calce, accanto ai dati degli organizzatori.

Questi i principali ambiti di azione rappresentati: disabilità (riconosciuta come speciale abilità); educazione permanente (dalla scuola dell'infanzia passando per la primaria, il liceo, i corsi post-diploma per i disoccupati, la formazione per gli adulti e per i “grandi anziani” over 85); donne vittime di violenza; donne mastectomizzate; malati di cancro.

Oltre al territorio torinese hanno avuto i loro portavoce esperienze di Biodanza in Valle d'Aosta (Brigitte Planchard), in provincia di Asti (Susanna Ponzone), e in provincia di Como. Qui ha sede, presso la Comunità Arca La Costa il progetto di applicazione della Biodanza per il recupero dalle dipendenze, esperienza quadriennale di cui la coordinatrice Eliane Matuk ha illustrato obiettivi e risultati.

Il filo rosso che mette in relazione tante diverse realtà conduce ancora una volta alla Scuola di formazione per Operatori di Biodanza di Torino, e particolarmente a Marilena Boffo -neo-direttrice della scuola accanto a Paola Tonda e ad Armando Montanari.

Nel suo intervento Boffo ha illustrato le esperienze di Biodanza da lei realizzate negli ultimi anni all'interno del CPIA 4 di Torino (sede di Settimo) e dell'Enaip di Settimo, soffermandosi in particolare sui progetti con diversamente abili realizzati per Unione Net- Cooperativa Il Margine - Progetto Ponte di Settimo Torinese, con la collaborazione di Maria Grazia Saglia, educatrice e ora anche allieva di Biodanza in formazione presso la scuola di Torino.

Ma il nome di Marilena affiora, pronunciato con calore e affetto, nelle tante altre relazioni riferite al territorio di Settimo, e non solo. Qui infatti il suo lungo percorso di insegnante scolastica -che ha incontrato adolescenti, adulti, e tra loro molti disabili- ha rappresentato anche un inarrestabile attivatore di processi di crescita attraverso il sistema Biodanza; e un catalizzatore di altri progetti attraverso le colleghe e le amiche operatrici, in una sorta di contagio esponenziale che pare irradiarsi verso ambiti sempre nuovi.

“Bisogna trasformare il mondo a partire dall'individuo” raccomandava Rolando Toro, di cui si è ricordata al Convegno la candidatura a premio Nobel per la pace.
La sfida è stata raccolta. Con l'aggiunta di una consapevolezza non trascurabile, tema di riflessione per tutti: l'importanza della documentazione, il valore della testimonianza.

autore: 
Silvia Bordo
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