biodanza

Una nuova sensibilità è possibile: danza, #biodanza e natura

Una delle definizioni di biodanza che preferisco è “movimento naturale pieno di significato”. Danzare è in sé muoversi con significato: se aggiungo a questo l'aggettivo naturale, ovvero il prefisso ‘bio’ della parola biodanza, la danza diventa danza della vita, danza ‘naturale’.

La proposta del metodo biodanza di #Rolando Toro Araneda è, infatti, la rieducazione a un movimento spontaneo, istintivo, non coreografico. L’obiettivo di ogni sessione di biodanza è la #vivencia, ovvero la sensazione di essere totalmente nel movimento, nella più intensa e viva manifestazione di me stessa.
Non sono una ballerina né ho mai studiato danza, ma immagino che ogni ballerino viva una sensazione simile danzando, quando la tecnica è ormai assimilata e può immergersi completamente nell’espressione dei passi di danza, con significato, passione, coinvolgimento.

Camminiamo insieme, video-incontro dei facilitatori italiani

Car* amic* e collegh* dell’Associazione Biodanza Italia,
Car* facilitatori italiani

In questo momento di alleggerimento delle restrizioni del confinamento ci sembra importante percorrere insieme la strada della ripresa della Biodanza in presenza.

I dubbi sono tanti, le certezze poche ma utilizzando gli strumenti del confronto e della condivisione di idee si possono raccogliere i frutti delle diverse visioni aumentando le informazioni a nostra disposizione per cercare di modulare un sereno ritorno alla normalità.

#LeVostreParole, la Biodanza raccontata dai soci di BioITA per la giornata della Terra, 22 aprile 2020

La campagna social di BioITA, #LeVostreParole, la Biodanza raccontata dai soci di BioITA per la giornata della Terra, 22 aprile 2020

Biodanza oggi, di Marcelo Mur

Intervento di Marcelo Mur, Direttore della ScuolaToro della Liguria, per “SFIDE CONTEMPORANEE – BIODANZA 10/10” del 19 di aprile 2020

Biodanza in conservatorio “La Vita Fiorisce in Musica”

Portare la Biodanza negli spazi del Conservatorio G. Verdi di Milano, lo scorso anno, è stata un’ esperienza importante e che ha avuto un grande successo di partecipazione. 
 
Ma perché la biodanza in conservatorio? In primis perché ci si rieduca a un movimento ricco di significato emotivo ed espressivo, si coltiva il linguaggio non verbale riscoprendo la pienezza vitale e la gioia di vivere. In questo modo si accresce l’autostima e si rafforza l’identità, educandoci alla relazione affettiva non competitiva e nutrendo la capacità creativa artistica ed esistenziale.
 
La meraviglia con questi ragazzi è che il musicista è profondamente parte del gruppo biodanzante: durante la sessione una o più persone escono dal gruppo e vanno a suonare sostenendo la vivencia dei compagni. Poi rientrano nel gruppo e qualcun altro va a suonare, in un’alternanza di grande emozione. Mi rendo conto che questa è un’esperienza privilegiata che può esistere solo all’interno di un Conservatorio, o scuola di musica, dove tutti sono musicisti.
 

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